• Sara Nicole

Perchè io?

Sono le cinque d'estate, le cinque di freddo quando esci al mattino e sembri un tizio in un videogioco vuoto.

E. dorme, io cammino verso la macchina svelta, ogni gesto è una danza automatica: portiera, borsa, chiave, cavo, musica, specchietto, 5, 6, 7 e 8.

E. dorme, arrotolato nelle mie coperte, così lontano da casa sua che sembra irreale. Tutto il suo mondo è così incredibilmente lontano e diverso, è un po' come mangiare il cocco a Milano, o ballarci la samba, insomma.

Non mi accorgo e sono in autostrada, me ne vado nel silenzio, solo io e la musica dagli altoparlanti sgangheri.


E. dice che mi ama.

R. dice che E. mi ama.

R. dice anche che sa che c'è una voce nella mia testa che mi chiede "perchè?".

E' una voce a cui sono abituata, come l'odore del bucato di casa, quelle cose di cui non ti accorgi più. «E' da quando eri una nana del cazzo che non la smetti di chiederti "perchè io?", te la ricordi la canzone che ascoltavi in continuazione, quella in tedesco.. quella che dice "perchè io? perchè io?" .. Ma falla finita.»

Io non me lo ricordavo, ma ora sì. Mi ricordo che la mia fonte di vita era il mio ipod fuxia, carico di qualche migliaia di canzoni; scaricate una a una, col sudore della fronte, mica come oggi! Oh, sta canzone la sapevo tutta a memoria, e guarda che in tedesco io non so dire neanche "wuster".

Mi sedevo sempre alla fine del pullman, nell'angolo, con le parole scritte a mano sul foglio, e imparavo tutte le canzoni a memoria.


La danza continua.. entro in ufficio, lavo le mani, ciao, ciao, buongiorno, timbro: bentornata, 64 mail.

Alle 11 ho il naso su un caffè americano fumante, ma è macchiato avena, leggermente dolce, come piace a me. Il nostro barbone sta al solito posto, 24/7 inesorabile. Lui e il caffè sono le certezze di questa vita.

Quando alzo gli occhi dalla mia tazza sognante, c'è una cliente nuova dietro al mio schermo.

Una donna bellissima, con i denti perfetti, le labbra finte probabilmente, ma chissenefrega, ormai le fanno benissimo. La chirurgia sistema certi sgorbi di Dio che inizio a dare davvero credito al genio, e a pensare che siamo sottoprodotti di una specie con un' intelligenza più avanzata. Cioè almeno potremmo benissimo essere. Immagina se la terra fosse uscita da una stampante 3D spaziale.

Va bhe. Questa donna sorride bene, come una che va dal parrucchiere quando le pare, ma non in continuazione, una che sa cosa le piace e se l'è già preso.

Questa è una che non si chiede: "perchè io?".

Vorrei dirle di bersi un caffè con me, di dirmi della sua vita solo per aprirmi gli occhi, perchè io non sono ficcanaso. Vorrei toccarle la pelle delle mani, sapere qual è la sua crema preferita, ed è nata a Toronto! Com'è Toronto? Ohh, dice che è molto meglio dell'Upper East Side di New York. Me lo dice con un sorriso enorme, orgoglioso, sicuro, come un invito; come dire "vieni a vedere".


Devo lasciarla andare. Lei è contenta, ho fatto tutto perfetto, con chi è gentile sono sempre gentile.

Che bei denti, chissà che cose ti mangi, e che libri leggi tu. Tu non te lo chiedi "perchè io?", tu lo sai PERCHE' TU.





illustrazione: @aolanow


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